Trimeton Bugiardino
Il farmaco Trimeton è un farmaco di classe C, Il principio attivo del Trimeton è Clorfenamina il prezzo rilevato per la vendita di questo farmaco è di circa 8,67€ a confezione.
Scheda Tecnica Trimeton
TRIMETON è indicato per:
- il trattamento sintomatico della rinite allergica stagionale e perenne, della rinite vasomotoria, della
congiuntivite allergica, delle manifestazioni cutanee allergiche non complicate di orticaria e angioedema,
del prurito, delle punture di insetti e di alcune dermatosi allergiche quali la dermatite atopica;
- la terapia coadiuvante delle reazioni allergiche da farmaci, da siero o da vaccini;
- la terapia delle chinetosi e del vomito.
TRIMETON iniettabile è indicato quando sia necessario un effetto rapido della terapia.
Controindicazioni Trimeton
TRIMETON è controindicato in caso di persensibilità alla clorfenamina, ad altri antistaminici e ad altri componenti della specialità.
Il prodotto non è indicato nel trattamento delle affezioni delle basse vie aeree compresa l'asma bronchiale
e nei pazienti epilettici.
- Confezioni
- Trimeton 20 cpr 4 mg
- Farmaci Equivalenti
- Ditta Produttrice
- Schering Plough Spa
Trimeton Somministrazione
TRIMETON
COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
Principio attivo: clorfenamina maleato
Iniettabile, 10 mg/fiala
Dosaggi Trimeton
Il dosaggio di TRIMETON va personalizzato in base alle necessità e alla risposta del paziente.
Adulti e ragazzi di oltre 12 anni: 1-2 fiale da 10 mg al giorno per via IM, SC o, nei casi più gravi, EV.
Nella prevenzione delle reazioni trasfusionali TRIMETON iniettabile non va mescolato al sangue delle
trasfusioni, ma somministrato direttamente al paziente.
Effetti Trimeton
Alle comuni dosi terapeutiche gli effetti collaterali più frequenti sono rappresentati da sedazione,
sonnolenza, astenia, difficoltà della coordinazione motoria, vertigini, ronzii auricolari, visione indistinta.
Sono inoltre frequenti, per gli effetti anticolinergici del prodotto, secchezza delle fauci, del naso, stipsi,
difficoltà ad urinare, ritenzione urinaria, riduzione ed ispessimento delle secrezioni bronchiali
accompagnati da respiro difficoltoso e senso di oppressione toracica.
La comparsa di disturbi epigastrici può essere evitata somministrando il prodotto dopo i pasti.
Con l’impiego degli antistaminici sono tuttavia possibili segni di eccitazione centrale, specialmente e nei
soggetti predisposti, con la comparsa di nervosismo, insonnia, tremori e, ad alte dosi, convulsioni.
Alle comuni dosi di impiego il prodotto non manifesta evidenti effetti cardiovascolari. È possibile tuttavia,
specie negli anziani e nei soggetti ipersensibili, cefalea, tachicardia e ipotensione. Eccezionale è la
comparsa di agranulocitosi ed altre gravi reazioni ematologiche (trombocitopenia, anemia emolitica).
Gli antistaminici sono farmaci capaci di produrre reazioni allergiche o da fotosensibilità. È possibile
l’anafilassi per impiego parenterale.
La comparsa di effetti collaterali può richiedere un aggiustamento della posologia e nei casi più gravi la
sospensione della terapia.
Una sensazione di bruciore nel punto dell’iniezione in genere non persiste per più di cinque minuti.
Dopo somministrazione parenterale raramente possono insorgere: sudorazione, pallore, pulsazioni deboli
ed ipotensione transitoria; tali sintomi generalmente regrediscono nel giro di un’ora senza richiedere un trattamento specifico. Qualora dovessero insorgere questi rari effetti collaterali si consiglia di sospendere
la somministrazione.
Trimeton in Gravidanza
In assenza di adeguati studi controllati, la sicurezza dell'uso di TRIMETON durante la gravidanza e
l'allattamento non è stata stabilita e pertanto per l'uso del farmaco in donne gravide vanno soppesati i
potenziali benefici con i possibili rischi per la madre e per il feto.
I prodotti antiemetici in genere devono essere somministrati soltanto nei casi di sintomatologia clinica
conclamata per la quale non sia possibile un intervento alternativo e non nei frequenti e semplici casi di emesi gravidica e tanto meno con fini preventivi di essa.
L'impiego di antistaminici durante il terzo trimestre di gravidanza può provocare effetti collaterali nei
prematuri e nei neonati per la loro particolare sensibilità verso tale gruppo di farmaci.