Nevirapina Bugiardino

Il farmaco Nevirapina è un farmaco di classe H, Il principio attivo del Nevirapina è Nevirapina   il prezzo rilevato per la vendita di questo farmaco è di circa 115,36€ a confezione.

Scheda Tecnica Nevirapina

Nevirapina Aurobindo è indicata in associazione con altri medicinali anti-retrovirali per il
trattamento dell'infezione da HIV-1 negli adulti, adolescenti e bambini di ogni età.
La maggiore parte dell’esperienza con Nevirapina è in associazione con gli inibitori
nucleosidici della transcriptasi inversa (NRTIs). La scelta di una terapia successiva alla
Nevirapina si deve basare sull’esperienza clinica e sui test di resistenza.

Controindicazioni Nevirapina

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Nuova somministrazione a pazienti che hanno dovuto definitivamente interrompere il
trattamento a causa di eruzione cutanea grave, eruzione cutanea associata a sintomi


Confezioni
Nevirapina 60 compresse 200 mg
Farmaci Equivalenti
Nevirapina 200mg 60 Unita' Uso Orale
Ditta Produttrice
Sandoz Spa
Teva Italia Srl

Nevirapina Somministrazione

Compressa.
Compresse da bianche a biancastre, di forma ovale, biconvesse, con impressa "J" e "80" su
entrambi i lati della linea d’incisione e con una linea d’incisione sull’altro lato. La
dimensione della compressa è 19,2 mm x 9,3 mm. La linea di incisione serve per agevolarne
la rottura al fine di ingerire la compressa più facilmente e non per dividerla in dosi uguali..


Dosaggi Nevirapina

Nevirapina Aurobindo deve essere somministrata da medici esperti nel trattamento
dell’infezione da HIV.
Posologia
Pazienti di età non inferiore a 16 anni
La dose raccomandata di Nevirapina Aurobindo è di una compressa da 200 mg al giorno per
i primi 14 giorni (questa fase di induzione è necessaria in quanto è stato dimostrato che così
si riduce la frequenza delle eruzioni cutanee), seguita da una compressa da 200 mg due volte
al giorno, in combinazione con almeno due farmaci antiretrovirali.
Se si constata la dimenticanza di una dose entro 8 ore dall’orario previsto per l’assunzione, il
paziente deve assumere la dose dimenticata il prima possibile. Se si dimentica una dose e
sono trascorse più di 8 ore, il paziente deve limitarsi a prendere la dose successiva al solito
orario.
I pazienti che manifestano eruzioni cutanee durante i 14 giorni della fase di induzione con la
dose di 200 mg/die non devono aumentare la dose di Nevirapina Aurobindo fino a che
l'eruzione cutanea non si sia risolta. L'eruzione cutanea isolata deve essere attentamente
controllata. Lo schema posologico di 200 mg/die non
deve essere continuato per più di 28 giorni; oltre questo periodo un trattamento alternativo
deve essere intrapreso a causa del possibile rischio di sotto esposizione e resistenza.
I pazienti che interrompono la terapia con nevirapina per più di 7 giorni devono ricominciare
l’assunzione, in accordo allo schema posologico raccomandato, seguendo la fase di
induzione per due settimane.


Effetti Nevirapina

Le reazioni avverse correlate alla terapia con neviripina più frequentemente riportate, in tutti
gli studi clinici, sono eruzione cutanea, reazioni allergiche, epatite, alterazione dei test di
funzionalità epatica, nausea, vomito, diarrea, dolore addominale, debolezza, febbre, cefalea
e mialgia.


Nevirapina in Gravidanza

I dati al momento disponibili su donne in gravidanza indicano assenza di malformazioni o di
tossicità sul feto/neonato. Finora non sono disponibili altri dati epidemiologici di rilievo.
Studi sulla tossicità riproduttiva effettuati su ratti e conigli gravidi non hanno rilevato effetti
teratogeni. Non ci sono studi adeguati e controllati in donne in
gravidanza. Si deve prescrivere con cautela Nevirapina a donne in gravidanza. Poiché l’epatotossicità è più frequente in donne con una conta di cellule CD4
superiore a 250 cellule/mm3
e con RNA HIV-1 rilevabile nel plasma (50 o più copie/ml),
queste valutazioni devono essere considerate al momento della decisione terapeutica (vedere
paragrafo 4.4).
Non ci sono abbastanza evidenze per confermare che l’assenza di aumento di rischio di
tossicità, riscontrata in donne pre-trattate che iniziavano il trattamento con nevirapina con
carica virale non rilevabile (meno di 50 copie/ml di HIV-1 nel plasma) e conta CD4
superiore a 250 cellule/mm3
si applichi anche alle donne in gravidanza. Tutti gli studi
randomizzati specifici per questi aspetti escludevano le donne in gravidanza e le stesse erano
poco rappresentate negli studi di coorte e nelle meta-analisi.