Feldene Bugiardino

Il farmaco Feldene è un farmaco di classe C, Il principio attivo del Feldene è Piroxicam   il prezzo rilevato per la vendita di questo farmaco è di circa 6,05€ a confezione.

Scheda Tecnica Feldene

Piroxicam è indicato per il trattamento sintomatico di osteoartrosi, artrite reumatoide o
spondilite anchilosante.
A causa del suo profilo di sicurezza piroxicam non è un FANS di prima scelta.
La decisione di prescrivere piroxicam deve essere basata su una valutazione dei rischi
globali del singolo paziente

Controindicazioni Feldene

· Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti
· Precedenti anamnestici di ulcera, emorragia o perforazione gastrointestinale.
· Pregressi disturbi gastrointestinali che predispongono a disturbi emorragici quali
colite ulcerosa, morbo di Crohn, tumore gastrointestinale o diverticolite.
· Pazienti con ulcera peptica attiva, disturbi infiammatori gastrointestinali o
sanguinamento gastrointestinale.
· Pazienti con gastriti, dispepsie, gravi disturbi epatici e renali, moderata o severa
insufficienza cardiaca, grave ipertensione, alterazioni ematiche gravi, diatesi
emorragica
· Uso concomitante di altri FANS, inclusi gli inibitori selettivi della COX-2 ed acido
acetilsalicilico, somministrati a dosi analgesiche.
· Uso concomitante di anticoagulanti.
· Storia di gravi reazioni allergiche da farmaco di qualsiasi tipo, in particolare
reazioni cutanee come eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson,
epidermolisi necrotica


Confezioni
Feldene 10 supp 20 mg
Farmaci Equivalenti
Piroxicam 20mg 30 Unita' Uso Orale
Piroxicam 20mg 6 Unita' Uso Parenterale
Ditta Produttrice
Pfizer Italia Srl

Feldene Somministrazione

Capsule rigide
Compresse solubili
Supposte


Dosaggi Feldene

La prescrizione di piroxicam deve essere iniziata da un medico esperto nella diagnosi e
nel trattamento di pazienti con malattie reumatiche infiammatorie o degenerative.
La dose massima giornaliera raccomandata è 20 mg.
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace
per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi. Il
beneficio e la tollerabilità del trattamento devono essere rivalutati entro 14 giorni. Se è
necessario proseguire il trattamento, quest’ultimo deve essere associato ad una
rivalutazione frequente.
Poiché l’impiego di piroxicam ha mostrato di essere associato ad un aumento del rischio
di complicazioni a carico del tratto gastrointestinale, l’eventuale necessità di una terapia
combinata con agenti gastro-protettori (ad es. misoprostolo o inibitori di pompa
protonica) deve essere attentamente valutata, in particolare in pazienti anziani.
Il dosaggio e le indicazioni nei bambini non sono stati ancora stabiliti.
Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal
medico che dovrà valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati


Effetti Feldene

Gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura
gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia
gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani.
Dopo somministrazione di piroxicam sono stati riportati: nausea, vomito, diarrea, flatulenza,
costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatiti ulcerative,
esacerbazione di colite e morbo di Crohn.
Meno frequentemente cono state osservate gastriti.
In associazione al trattamento con FANS sono stati riportati edema, ipertensione, riduzione
della fertilità femminile e insufficienza cardiaca.


Feldene in Gravidanza

L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza
e/o lo sviluppo embrio/fetale.
Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di
malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle
prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni
cardiache aumentava da meno dell’1%, fino a circa l’1,5 %. E’ stato ritenuto che il rischio
aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di
inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita
di pre e post-impianto e di mortalità embrione-fetale.
Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è
stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle
prostaglandine, durante il periodo organogenetico. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine
possono esporre il feto a :
- tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e
ipertensione polmonare);
- disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios.