Parmodalin Bugiardino

Il farmaco Parmodalin è un farmaco di classe C, Il principio attivo del Parmodalin è Tranilcipromina/Trifluoperazina   il prezzo rilevato per la vendita di questo farmaco è di circa 8,87€ a confezione.

Scheda Tecnica Parmodalin

PARMODALIN® è indicato nel trattamento sintomatico delle forme depressive gravi. Depressioni reattive nelle quali non è indicata o è risultata inefficace l’elettroshock terapia.

Controindicazioni Parmodalin

PARMODALIN® è controindicato in caso di ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
PARMODALIN® non deve essere somministrato a pazienti affetti da vasculopatie cerebrali accertate o sospette, da malattie cardiovascolari, da feocromocitoma, da ipertensione arteriosa o con un'anamnesi di cefalee.


Confezioni
Parmodalin 25 cpr riv 10 mg + 1 mg
Farmaci Equivalenti
Ditta Produttrice
Sit Laboratorio Farmac. Srl

Parmodalin Somministrazione

PARMODALIN® compresse per uso orale.

PARMODALIN® 10 mg + 1 mg compresse rivestite
Tranilcipromina solfato + trifluoperazina cloridrato

COMPOSIZIONE
Una compressa rivestita contiene:
Principi attivi: tranilcipromina solfato 13,7 mg (corrispondenti a 10 mg di tranilcipromina);
trifluoperazina cloridrato 1,18 mg (corrispondenti a 1 mg di trifluoperazina)
Eccipienti: amido, calcio solfato, magnesio carbonato, talco, magnesio stearato, titanio biossido,
gelatina, gomma arabica, polietilenglicole 6000, acido silicico, saccarosio.


Dosaggi Parmodalin

L'impiego di PARMODALIN è consigliato nei soli casi di grave depressione mentale nei quali non è
indicata l'elettro-shock terapia o nei quali quest'ultima, applicata, è risultata inefficace e dopo il
fallimento di tutti gli altri trattamenti provati in precedenza.
La posologia media è di 1 compressa rivestita 1-2 volte al giorno per una settimana.
Ottenuta una risposta soddisfacente attenersi ad una dose di mantenimento di 1 compressa rivestita al
mattino.
In ogni caso la dose massima giornaliera non deve superare le 3 compresse rivestite (corrispondenti a
30 mg di tranilcipromina).
Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà
valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.


Effetti Parmodalin

Come tutti i medicinali PARMODALIN può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone
li manifestino.
Le più importanti reazioni al trattamento con tranilcipromina sono rappresentate dalle crisi ipertensive
con esito a volte mortale. Queste crisi sono caratterizzate dalla seguente sintomatologia: cefalea
occipitale con irradiazione frontale, palpitazioni, rigidità e dolorabilità del collo, nausea, vomito,
sudorazione (talora con febbre, brivido, sudorazione fredda) e fotofobia. Possono essere presenti
bradicardia o tachicardia, extrasistolia, dolore costrittivo del torace e midriasi. Sono stati descritti casi
di emorragia intracranica con emiparesi o emiplegia, eccezionalmente a decorso mortale, associate con
aumento della pressione arteriosa. Per questo motivo in corso di trattamento con PARMODALIN la
pressione arteriosa deve essere attentamente controllata per poterne valutare qualsiasi variazione. Il
trattamento deve essere interrotto immediatamente se compaiono palpitazioni o cefalee insistenti
poiché questi sintomi possono rappresentare i prodromi di una crisi ipertensiva. Nel caso essa compaia,
si deve sospendere il trattamento con PARMODALIN. Occorre inoltre istituire immediatamente una
terapia ipotensiva evitando l'uso di reserpina per via parenterale. Durante il trattamento con
PARMODALIN si può anche avere ipotensione arteriosa. I sintomi dell'ipotensione ortostatica sono
stati osservati più comunemente, ma non esclusivamente, in pazienti con pre-esistente ipertensione.
Con l'interruzione del trattamento i valori pressori ritornano, in genere, ai livelli di partenza. Con dosi
di tranilcipromina superiori a 30 mg die il più frequente effetto secondario è l'ipotensione che può dar
luogo a sincope. L'aumento del dosaggio giornaliero di PARMODALIN deve quindi essere più
graduale nei pazienti che, fin dall'inizio della terapia, mostrino tendenza all'ipotensione. Quando la
tranilcipromina, come nel caso di PARMODALIN, è somministrata contemporaneamente a derivati
della fenotiazina o ad altri farmaci che possano causare ipotensione, deve essere presa in
considerazione l'eventualità di un potenziamento dell'effetto ipotensivo. In corso di trattamento con
tranilcipromina sono stati talora descritti: irrequietezza, insonnia, debolezza, secchezza delle fauci,
nausea, diarrea, dolori addominali, stipsi, tachicardia, anoressia, edemi, disturbi della vista, impotenza
e, più raramente, epatopatie, eruzioni cutanee. Acufeni, spasmi e tremori muscolari, parestesia,
ritenzione urinaria sono stati descritti così eccezionalmente per cui non è stato possibile attribuirne la
comparsa alla tranilcipromina. Anche in questi casi la riduzione del dosaggio giornaliero di
PARMODALIN determina, in genere, la regressione della sintomatologia collaterale, la quale si
presenta più raramente in considerazione della combinazione della tranilcipromina con la trifluoperazina.


Parmodalin in Gravidanza

Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.
L’uso di ogni farmaco durante la gravidanza, l’allattamento e nelle donne in età feconda deve essere condizionato dall’attenta considerazione del rapporto fra il beneficio che ci si attende dalla somministrazione del farmaco stesso ed il possibile rischio per la madre e per il bambino.
I seguenti sintomi sono stati osservati nei neonati di madri che hanno assunto antipsicotici convenzionali o atipici, incluso PARMODALIN®, durante l’ultimo trimestre (gli ultimi 3 mesi di gravidanza): tremore, rigidità e/o debolezza muscolare, sonnolenza, agitazione, problemi respiratori e difficoltà nell’assunzione di cibo. Se il vostro bambino mostra uno qualsiasi di questi sintomi contattate il vostro medico.