Gentazetan Bugiardino

Il farmaco Gentazetan è un farmaco di classe A, Il principio attivo del Gentazetan è Acido acetilsalicilico  il prezzo rilevato per la vendita di questo farmaco è di circa 1,41€ a confezione.

Indicato nei seguenti casi:

• Prevenzione secondaria dell’infarto del miocardio

• Prevenzione della morbilità cardiovascolare in pazienti affetti da angina pectoris stabile

• Anamnesi di angina pectoris instabile, eccetto durante la fase acuta

• Prevenzione della occlusione dei by–pass dopo Coronary Artery Bypass Grafting (CABG)

• Angioplastica coronarica, eccetto durante la fase acuta

• Prevenzione secondaria degli attacchi ischemici transitori (TIA) e degli accidenti ischemici cerebrovascolari (CVA), purché sia stata esclusa la presenza di emorragie intracerebrali

Gentazetan non è raccomandato in situazioni di emergenza. L’uso è limitato alla prevenzione secondaria con trattamento cronico.


Gentazetan Controindicazioni

– Ipersensibilità ai composti dell’acido salicilico o agli inibitori della sintesi delle prostaglandine (es. alcuni pazienti asmatici che possono subire un attacco o svenire) o ad uno qualsiasi degli eccipienti;

– Ulcera peptica e/o emorragia gastrica/intestinale in fase acuta o in anamnesi o altri tipi di emorragia come emorragie cerebrovascolari;

– Diatesi emorragica; patologie della coagulazione come l’emofilia e la trombocitopenia;

– Grave compromissione epatica;

– Grave compromissione renale;

– Dosi superiori a 100 mg al giorno nel terzo trimestre di gravidanza



Confezioni
Gentazetan 30 compresse gastrores 100 mg

Farmaci Equivalenti
Acido Acetilsalicilico 100mg 30 Unita' Uso Orale

Ditta Produttrice
S.f.group Srl

Gentazetan Somministrazione

Compressa gastroresistente per uso orale

Gentazetan Dosaggi

Prevenzione secondaria dell’infarto del miocardio

La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.

Prevenzione della morbilità cardiovascolare in pazienti affetti da angina pectoris stabile

La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.

Anamnesi di angina pectoris instabile, eccetto durante la fase acuta

La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.

Prevenzione della occlusione dei by–pass dopo Coronary Artery Bypass Grafting (CABG)

La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.

Angioplastica coronarica, eccetto durante la fase acuta

La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.

Prevenzione secondaria degli attacchi ischemici transitori (TIA) e degli accidenti ischemici cerebrovascolari (CVA), purché sia stata esclusa la presenza di emorragie intracerebrali

La dose raccomandata è 100 mg una volta al giorno.

La dose abituale per l’uso prolungato è 100 mg una volta al giorno. Gentazetan non deve essere usato a dosi superiori a meno che non sia consigliato da un medico, e la dose prescritta non deve superare i 300 mg.

Anziani

In generale, l’acido acetilsalicilico deve essere usato con cautela nei pazienti anziani, che sono più soggetti a manifestare eventi avversi. Si raccomanda la somministrazione negli adulti della dose abituale in assenza di grave insufficienza renale o epatica. Il trattamento deve essere rivalutato ad intervalli regolari.

Gentazetan Effetti

Dispepsia.
Grave emorragia gastrointestinale, nausea, vomito.
Sindrome di Steven–Johnsons, sindrome di Lyells, porpora, eritema nodoso, eritema multiforme.

Gentazetan in Gravidanza

osi basse (fino a 100 mg/giorno):

Gli studi clinici indicano che dosi fino a 100 mg/giorno possono essere considerate sicure limitatamente ad un impiego in ambito ostetrico, che richiedono un monitoraggio specialistico.

Dosi di 100–500 mg/giorno:

L’esperienza clinica sull’uso di dosi superiori a 100 mg/giorno e fino a 500 mg/giorno è insufficiente. Pertanto, anche a questo intervallo di dosi si applicano le raccomandazioni riportate sotto, per dosi di 500 mg/giorno e superiori.

Dosi di 500 mg/giorno e superiori:

L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può influire negativamente sulla gravidanza e/o sullo sviluppo embrio/fetale. I risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto e di malformazioni cardiache e gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazione cardiovascolare aumentava da meno dell’1% a circa l’1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi delle prostaglandine ha mostrato di produrre un aumento della perdita pre e post–impianto e della letalità embrio/fetale. Inoltre negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi delle prostaglandine durante il periodo dell’organogenesi ha mostrato di produrre un aumento dell’incidenza di varie malformazioni, incluse quelle cardiovascolari. Durante il primo ed il secondo trimestre di gravidanza, l’acido acetilsalicilico non deve essere somministrato se non in caso di effettiva necessità. Qualora l’acido acetilsalicilico sia usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere la più bassa possibile e la durata del trattamento deve essere il più breve possibile.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre

il feto a:

– tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso ed ipertensione polmonare);

– disfunzione renale, che può progredire ad insufficienza renale con oligo–idramnios;

la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a:

– possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che può manifestarsi anche a dosi molto basse;


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