Gammagard Bugiardino

Il farmaco Gammagard è un farmaco di classe H, Il principio attivo del Gammagard è Immunoglobulina Umana Normale  il prezzo rilevato per la vendita di questo farmaco è di circa -€ a confezione.

Terapia sostitutiva in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in caso di:

• Sindromi da immunodeficienza primaria con produzione anticorpale compromessa.

• Ipogammaglobulinemia e infezioni batteriche ricorrenti in pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica, che non hanno risposto all’antibioticoterapia profilattica.

• Ipogammaglobulinemia e infezioni batteriche ricorrenti in pazienti affetti da mieloma multiplo in fase di plateau che non hanno risposto alla vaccinazione antipneumococco.

• Ipogammaglobulinemia in pazienti a seguito di trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche (Haematopoietic Stem Cell Transplantation - HSTC).

• AIDS congenito, con infezioni batteriche ricorrenti.

Immunomodulazione in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in caso di:

• Trombocitopenia immune primaria (ITP) in pazienti ad alto rischio di emorragia o prima di un intervento chirurgico per correggere la conta delle piastrine.

• Sindrome di Guillain Barré.

• Malattia di Kawasaki.


Gammagard Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti

Ipersensibilità a immunoglobuline umane, in particolare in pazienti con anticorpi anti IgA.

Gammagard è controndicato in pazienti con risposte anafilattiche o di ipersensibilità grave note.



Confezioni
Gammagard 1 flacone EV 0,5 g + 1 flacone solv 10 ml
Gammagard 1 flacone EV 10 g + 1 flacone solv 192 ml
Gammagard 1 flacone EV 2,5 g + 1 flacone solv 50 ml
Gammagard 1 flacone EV 5 g + 1 flacone solv 96 ml

Farmaci Equivalenti
Immunoglobulina Umana Normale 0,5g 10ml 1 Unita' Uso Parenterale
Immunoglobulina Umana Normale 10g 192ml 1 Unita' Uso Parenterale
Immunoglobulina Umana Normale 2,5g 50ml 1 Unita' Uso Parenterale
Immunoglobulina Umana Normale 5g 96ml 1 Unita' Uso Parenterale

Ditta Produttrice
Baxter Spa

Gammagard Somministrazione

Polvere e solvente per soluzione per infusione. Uso endovenoso .

Gammagard Dosaggi

o schema posologico deve raggiungere una concentrazione minima di IgG (misurata prima della successiva infusione) di almeno 5-6 g/l. Sono necessari da tre a sei mesi dall’inizio della terapia per raggiungere l’equilibrio. La dose iniziale consigliata è di 0,4-0,8 g/kg di peso corporeo da somministrare una sola volta, seguita da almeno 0,2 g/kg PC ogni tre-quattro settimane.

La dose necessaria a raggiungere una concentrazione minima di 5-6 g/l è dell’ordine di 0,2-0,8 g/kg PC/mese. L’intervallo tra le dosi, dopo aver raggiunto lo stato stazionario, varia da 3 a 4 settimane.

È necessario misurare le concentrazioni minime insieme all’incidenza di infezioni. Per ridurre la frequenza di infezioni, può essere necessario aumentare la dose e raggiungere concentrazioni minime più elevate.

Ipogammaglobulinemia e infezioni batteriche ricorrenti in pazienti affetti da leucemia linfocitica cronica, che non hanno risposto all’antibioticoterapia profilattica; ipogammaglobulinemia e infezioni batteriche ricorrenti in pazienti affetti da mieloma multiplo in fase di plateau che non hanno risposto alla vaccinazione antipneumococco, AIDS congenito con infezioni batteriche ricorrenti.

La dose consigliata è di 0,2-0,4 g/kg ogni tre-quattro settimane.

Gammagard Effetti

Con le immunoglobuline umane per uso endovenoso, occasionalmente possono verificarsi reazioni avverse quali brividi, cefalea, vertigini, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, ipotensione e dolore lombare di intensità moderata.

Raramente le immunoglobuline umane normali possono causare una improvvisa caduta della pressione sanguigna e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando il paziente non ha mostrato ipersensibilità ad una precedente somministrazione.

Gammagard in Gravidanza

La sicurezza di GAMMAGARD per l’uso in gravidanza non è stata stabilita in studi clinici controllati, pertanto deve essere somministrato con cautela alle donne in gravidanza e alle madri che allattano al seno.

I prodotti a base di IVIg somministrati durante la gravidanza hanno mostrato di attraversare la placenta, maggiormente durante il terzo trimestre.

L’esperienza clinica con immunoglobuline suggerisce che non sono da attendersi effetti dannosi sul decorso della gravidanza, sul feto e sul neonato.


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